Il nuovo modo di fare disinfestazione

Prodotti per Processionarie

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La Disinfestazione delle processionarie

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero notturno che rappresenta una minaccia per la salute degli alberi e delle persone in Italia. Questo parassita si sviluppa principalmente su conifere, in particolare pini e cedri, causando danni alle piante e problemi di salute a chi ne entra in contatto.

Il nome “processionaria” deriva dal singolare comportamento delle larve, che si muovono in lunghe file, una dietro l’altra, formando una sorta di processione. Questo comportamento è dovuto all’interazione tra feromoni e stimoli tattili, che permettono alle larve di seguire un percorso comune verso le loro fonti di cibo. Durante questa fase, le larve sono alla ricerca di un luogo adatto per impuparsi e completare il loro sviluppo.

Generalmente questo avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Questo periodo può variare leggermente a seconda delle condizioni climatiche e delle specifiche regioni in Italia, ma solitamente si verifica tra febbraio e aprile.Le processioni delle larve solitamente avvengono durante le ore diurne, quando le temperature sono più miti.

Le larve tendono a dirigersi verso il terreno e si insinuano nella lettiera di foglie o nel suolo stesso, ad una profondità che varia da 1 a 10 cm. Lì, si impupano e si trasformano in crisalidi per completare il loro ciclo di vita. Il tempo impiegato per questa trasformazione può variare a seconda delle condizioni ambientali e della regione, ma generalmente dura diverse settimane.

Durante la fase di impupamento, le larve sono meno attive e meno pericolose per la salute umana, ma i peli urticanti possono persistere nell’ambiente e continuare a causare problemi. Pertanto, è importante prestare attenzione alle aree in cui si sono verificate infestazioni e adottare misure di prevenzione e controllo appropriate

Le infestazioni di processionaria possono avere conseguenze significative sull’ecosistema e sulla salute umana. I peli urticanti delle larve possono causare irritazioni cutanee, congiuntiviti e, in alcuni casi, reazioni allergiche gravi. Pertanto, è fondamentale adottare misure di disinfestazione efficaci.

Tra le tecniche di disinfestazione più comuni in Italia troviamo l’uso di trappole a feromoni, che attirano e catturano i maschi adulti, limitando la riproduzione; la rimozione manuale dei nidi, da effettuare con attrezzature di protezione e cautela; e l’impiego di prodotti biologici, come il Bacillus thuringiensis, un batterio che agisce selettivamente sulle larve senza danneggiare altri organismi.

Il posizionamento delle trappole è più efficace durante il periodo di volo e accoppiamento. In Italia, questo periodo si verifica solitamente tra la fine di giugno e l’inizio di settembre, anche se può variare leggermente a seconda delle condizioni climatiche locali e delle diverse regioni.

Queste trappole rilasciano feromoni sessuali femminili sintetici, che attirano i maschi adulti e li catturano, impedendo loro di trovare e fecondare le femmine. In questo modo, si limita la riproduzione e la formazione di nuove colonie di larve.

È importante monitorare e posizionare le trappole a feromoni in modo strategico nelle aree infestate o a rischio. Per ottenere risultati ottimali, è consigliabile installare le trappole poco prima dell’inizio del periodo di volo e mantenerle attive fino alla fine della stagione di accoppiamento. La frequenza con cui vanno controllate e svuotate le trappole dipende dalla densità di infestazione e dalle specifiche del prodotto utilizzato.